LA MOSTRA

 

“L’opera grafica di Bodini ha una fisionomia e una consistenza tali da metterla in primo piano sia nell’attività dell’artista che nel panorama dell’arte incisoria italiano ed europeo.”

Enzo Fabiani “Floriano Bodini, opera grafica”, 1973

 

La mostra allestita presso la Sala Veratti a Varese vuole essere un omaggio allo scultore Floriano Bodini ed in particolare alla sua produzione grafica, contrassegnata da una lunga ed attenta ricerca di quel segno che ne avrebbe poi caratterizzato l’espressione.

L’allestimento vuole condurre il visitatore lungo un percorso che si dipana nell’arco di circa venticinque anni di sperimentazione e di ricerca che fa di Bodini uno degli artisti tra i più interessanti di quel periodo storico compreso tra la fine degli anni conquanta e la prima metà degli anni ottanta.

Terminato il primo periodo legato agli studi accademici che vedono una produzione grafica più attenta alle soluzioni della pittura che della scultura, Bodini inizia, partendo dal 1959 circa, una stagione di produzioni incisorie che segnalano una maggiore attenzione all’uso di un segno più vicino alle problematiche socio – esistenziali dell’immediato dopoguerra.

Abbandonata la tecnica di incisione diretta (puntasecca) l’artista si concentra sulle possibilità espressive dell’acquaforte, individuando una grammatica del segno che porterà a una accentuazione espressiva delle forme rappresentate.

La successiva scoperta della tecnica litografica su pietra gli consentirà di arricchire questo complesso vocabolario formale.  La linea si fa  robusta, forte nei suoi spessori ,decisa nel suo svolgersi  che egli tornerà a trasferire verso le metà degli anni ’60  sulle lastre in acquaforte, arricchendo ulteriormente il suo alfabeto compositivo e realizzando quei fogli importanti che saranno considerati nella produzione grafica, tra i più interessanti in Europa.

Ubaldo Rodari

 

lupi

I Lupi, 1975, litografia a 7 colori